mercoledì 27 maggio 2009

Ready Steady Rock! presenta Silversun Pickups


Questa settimana si parla dei Silversun Pickups band che si forma nel 2003 a Los Angeles, con i quattro elementi che si conoscevano grazie a precedenti esperienze con altre band con le quali si avevano collaborato. Dopo una serie di EP nel 2006 esce il loro primo disco dal titolo Carnavas, dal quale vengono estratti 4 singoli di successo, due dei quali vanno a finire nella Top 10 americana. In Italia questo disco non viene distribuito, ma varie riviste di settore lo citeranno come uno dei migliori dischi dell'anno; le influenze principali sono date dai My Bloody Valentine, ma soprattutto dagli Smashing Pumpkins. A febbraio del 2009 esce il secondo disco dal titolo Swoon, che conferma quanto era già stato fatto sentire nel disco precedente: ritmi tendenti al neo-grunge del gruppo di Corgan, caratterizzati dalle chitarre che anche nei momenti più ruvidi, mantengono quell'orecchiabilità che attira subito l'attenzione dell'ascoltatore, e linee vocali morbide del cantante si accompagnano perfettamente con la musica.
Un'ottima band, tra le più interessanti in circolazione, che ha il merito di aver fatto risorgere un genere musicale che sembrava fine a se stesso.
A settimana prossima.

lunedì 25 maggio 2009

I rampanti anni '80

Se i Cure sono stati definiti da molti (erroneamente) un gruppo goth, è il caso di parlare di una band britannica, che senza alcun dubbio ha ricercato atmosfere gothic negli anni '80, nonostante abbia trovato il successo con il synthpop e l'elettronica. Parliamo dei Depeche Mode. Il gruppo è noto a tutti per il brano Enjoy the silence, ma torniamo indietro di esattamente 9 anni all'inizio della loro carriera discografica. Speak and Spell è il loro primo album e non si può non parlare di uno dei singoli di maggior successo: Just can't get enough. Il pezzo spopola nei club e nelle discoteche con un sound tipicamente disco. Qualche curiosità: il 17 aprile 2009 è uscito in Italia il loro ultimo disco Sound of the Universe. Il 16 e 18 giugno saranno a Roma e Milano con il loro Tour of the Universe.
Giulia.

martedì 19 maggio 2009

Ready Steady Rock! presenta The Helio Sequence


Questa settimana parliamo del duo formato da Brandon Summers e Benjamin Weikel (ex Modest Mouse) che va sotto il nome The Helio Sequence. Il gruppo di base a Portland viene formato nel 1999 e nei successivi due anni arrivano i primi due dischi: Com Plex e Young Effectuals. in questi prime prove si sente una sorta di incrocio tra l'indie rock e la musica elettronica, dato dall'ampio uso di tastiere e sintetizzatori che con mezzi diversi, crea il muro sonoro tipico dello shoegaze dei My Bloody Valentine. Non mancano i richiami al passato con accenni psichedelici che ci ricordano i Pink Floyd.
Nel 2004 esce il loro terzo album dal titolo Love and Distance che segna un certo cambiamento nel loro stile, visto che le soluzioni elettroniche vengono usate con più cautela rispetto al passato ottenendo un effetto molto più tendente al rock. L'anno successivo, il cantante Summers è costretto ad una sosta forzata in quanto gli viene sconsigliato di continuare a cantare per un po' visto che rischia di perdere la voce; questa pausa va ad influenzare la musica degli HS che sembrano riscoprire il folk e Bob Dylan. Così quando nel 2008 esce il loro quarto lavoro dal titolo Keep Your Eyes Ahead si nota questa influenza e soprattutto una maggiore attenzione alla melodia.
The Helio Sequence hanno avuto una carriera molto complessa con continui cambiamenti di stile e svariati richiami al passato, il tutto rielaborato in modo personale e spesso regalando spunti pregevoli.
Alla prossima
Sergio.

lunedì 11 maggio 2009

I rampanti anni '80

Ancora non vogliamo lasciare il ''paradiso''. Dopo Bryan Adams e Belinda Carlisle, è la volta di un gruppo, che raggiunge l'apice del sucesso tra la metà e la fine degli anni '80. Di chi parliamo? The Cure. Dopo un inizio dall'impronta dark e dai suoni cupi (ancora oggi il gruppo è erroneamente definito dai molti goth), si ritorna ad uno stile più allegro e leggero. Ma arriviamo al 1987, anno che segna la consacrazione internazionale del gruppo, con l'uscita del doppio LP Kiss Me Kiss Me Kiss Me. Il lavoro alterna pezzi psichedelici al rock più puro, serio ed impegnato. Si ritrovano a volte sonorità tipicamente jazz e non mancano le ballate pop. Tra queste vogliamo parlare di Just Like Heaven, canzone che rimarrà indissolubilmente legata al nome The Cure. Il videoclip è stato girato nella baia di Beachy Head, tristemente conosciuta per i molti suicidi. Il Kiss Me Tour, nato dal loro settimo album, li farà entrare definitivamente nell'Olimpo musicale, tanto che varrà loro un disco di platino in America. Qualche curiosità: la copertina dell'album Kiss Me Kiss Me Kiss Me presenta un primo piano delle labbra del cantante, Robert Smith, cariche di un appariscente rossetto rosso su uno sfondo arancione. Lo stesso Smith dirà che l'immagine voleva esprimere il desiderio di ''ingoiare la gente [ ... ] piuttosto che baciarli''. Il film Se solo fosse vero (titolo originale Just Like Heaven) si ispira proprio alla canzone del gruppo. Robert Smith ha partecipato come guest star al cartone animato South Park.
Giulia.

I rampanti anni '80

Nelle puntate precedenti:

Dalla puntata del 2 Aprile.
Dopo aver parlato di Mia Martini, non poteva che esser la volta di sua sorella, la cantante Loredana Bertè. Nel 1983 canta una canzone scritta da Enrico Ruggeri, che sarà una delle prove più importanti della sua carriera: Il mare d'inverno (dall'album Jazz). Proprio quest'album vede la partecipazione di numerosi autori. Si ricordano: Fossati (produttore dell'album), il già citato Enrico Ruggeri e Djavan (autore della title track Jazz). Tornando al brano Il mare d'inverno, il successo fu tale, che oscurò tutti gli altri pezzi. Ancora oggi è considerato un classico della musica leggere italiana. Alcune curiosità sulla cantante calabrese: Andy Warhol realizzò per lei il videoclip del brano Movie. L'artista la soprannominava Pasta Queen, per la sua abilità in cucina. Nel 2001 le venne proposto un ruolo nel film Le fate ignoranti di F. Ozpetek. Asia Argento la chiama Mamma Rock, dato il profondo rapporto che lega le due dal loro incontro durante la realizzazione di una puntata del programma Milano-Roma. Nel 2004 partecipa al reality show Music Farm. Il 21 giugno 2009 prenderà parte al concerto Amiche per l'Abruzzo, iniziativa benefica ideata da Laura Pausini, in favore dei terremotati.



Dalla puntata del 9 Aprile.
La Bertè, con il suo look trasgressivo e fuori dagli schemi, ha prestato la voce ad interpetazioni intense, le quali mettono a nudo la sua anima con testi pieni di rancore e spesso malinconici, ma toniamo ad occuparci della scena internazionale. Lo facciamo parlando di un'artista, che come la Bertè ha saputo arricchire la musica, servendosi delle sue esperienze e del suo background: Tina Turner (Anna Mae Bullock). Il brano che vi presentiamo è tratto dall'album Private Dancer del 1984 ed è una delle canzoni più popolari della Turner: What's love got to do with it. Il singolo raggiunse la vetta di diverse classifiche internazionali e servì a rilanciare l'artista, che per oltre 15 anni non aveva più raggiunto posizioni di prestigio. Il videoclip fu diretto da Mark Robinson. In questo si alternano sequenze in cui la cantante cammina per una strada in città ad altre in cui interpreta il brano davanti alla telecamera. Tra i riconoscimenti che ottenne la traccia, ricordiamo i tre Grammy Awards ed un MTV Video Music Award proprio per il miglior video femminile. Qualche curiosità: nel 1986 riceve una stella nella Hollywood Walk of Fame. Innumerevoli sono le collaborazioni con mostri sacri della musica (Bryan Adams, Rod Stewart, Elton John, David Bowie, Eric Clapton e Mark Knopfler). Tra le collaborazioni con artisti italiani, ricordiamo quella con Eros Ramazzotti in Le cose della vita e nel 2006 la vediamo al fianco di Elisa in Teach me again. La canzone la ritroviamo alla posizione 309 della classifica delle 500 canzoni più grandi della storia. Nel 1993 il titolo del pezzo fu usato anche per il film biografico Tina-What's love got to do with it, diretto da Brian Gibson. Il videoclip fu diretto da Mark Robinson. Tra i riconoscimenti che ottenne la traccia, ricordiamo i tre Grammy Awards ed un MTV Video Music Award proprio per il miglior video femminile. Qualche curiosità: nel 1986 riceve una stella nella Hollywood Walk of Fame. Innumerevoli sono le collaborazioni con mostri sacri della musica (Bryan Adams, Rod Stewart, Elton John, David Bowie, Eric Clapton e Mark Knopfler). Tra le collaborazioni con artisti italiani, ricordiamo quella con Eros Ramazzotti in Le cose della vita e nel 2006 la vediamo al fianco di Elisa in Teach me again.

http://www.youtube.com/watch?v=ElK1ONq6jsA

Dalla puntata del 16 Aprile.
Dalla versione un po' selvaggia e carnale dell'amore propostaci da Tina Turner, si passa a quella più delicata e romantica di un cantautore, chitarrista e fotografo canadese (c'è qualcosa che non sappia fare?), che ha anche collaborato con la stessa Turner in It's only Love. Bryan Adams debutta proprio nel 1980, ma la perla di cui vogliamo parlare a proposito degli anni '80 è Heaven, dall'album Reckless del 1984. Il video del brano, diretto dal regista Steve Barron, è girato a Londra e vede il cantante esibirsi in un teatro vuoto con alle spalle degli schermi in cui si vede suonare il suo gruppo. Heaven diviene uno dei suoi maggiori successi, sebbene non raggiunga certo i risultati del record ancora imbattuto di (Everything I do) I do it for you, che resta in testa alle classifiche per ben sedici settimane consecutive. Qualche curiosità: Le canzoni di Bryan Adams sono state usate come colonne sonore di circa quarantadue film di cui uno gli vale anche la nomination agli Oscar. Collabora con Motley Crue, Belinda Carlisle ed altri ancora. Lavora per alcune famose riviste internazionali come fotografo ed ha anche pubblicato un libro fotografico dal titolo American Women (sono ritratte Hillary Clinton, G. Paltrow, Jennifer Aniston e Cindy Crawford). Come se non bastasse ha anche fotografato la regina Elisabetta II.



Dalla puntata del 23 Aprile.
Gli anni '80 ci riportano in ''Paradiso'', ma questa volta non più accompagnati dalla voce di Bryan Adams. Parliamo della leader delle Go-Go's, Belinda Carlisle, e del suo più grande successo in assoluto come solista: Heaven is a place on Earth (contenuto nel long playing vincitore di numerosi dischi di platino). Il 1987 segna la svolta della cantante. Da un caschetto biondo in perfetto stile ''California Girl'' passa ad una lunga chioma rosso mogano, ma i cambiamenti non riguardano solo il look. Anche lo stile musicale da pop soul diviene pop rock tipicamente anni '80. Heaven is a place on Earth è proprio la dimostrazione di questa maturazione musicale. Il successo deriva in parte anche dal videoclip, diretto dall'attrice premio Oscar Diane Keaton. Qualche curiosità: Bryan Adams ha realizzato i cori per una delle canzoni dell'album Runaway Horses, ma non da meno sono le collaborazioni con Brian Wilson (Beach Boys), George Harrison ( The Beatles) ed il primo chitarrista dei Duran Duran.
Giulia.

mercoledì 29 aprile 2009

Ready Steady Rock! 2 in 1


Appuntamento doppio con la rubrica musicale per recuperare ciò che era rimasto indietro. Si comincia con Alamo Race Track, band di Amsterdam nata nel 2002 dalle ceneri dei Redivider; a settembre del 2003 esce il loro primo disco dal titolo Birds at Home che li porta ad un discreto successo commerciale in patria, UK e Stati Uniti, ma sopratutto in Francia dove gli Alamo contano il maggior numero di sostenitori. Nel 2006 esce il loro secondo, e per ora ultimo, disco dal titolo Black Cat John Brown, che ha avuto un inaspettato successo di vendite grazie ad un video girato dalla band e caricato su YouTube. Il loro stile è un incrocio tra le melodie degli anni '60, i Radiohead e l'indie rock degli Strokes.


Lasciata l'Olanda, ci trasferiamo negli USA con gli All the Saints, terzetto nato in Alabama nel 2004 quando decidono di trasferirsi ad Atlanta. Dopo una serie di concerti nei club cittadini , riescono ad ottenere un contratto che li porta in studio nel 2007; l'anno successivo esce il loro album dal titolo Fire on Corridor X. Il loro stile si contraddistingue per le chitarre distorte che creano un muro sonoro che ricordo i bei tempi dello shoegaze con band come Jesus and Mary Chain o i più recenti BRMC.

martedì 7 aprile 2009

Abruzzo

Leggendo qua e là sulle bacheche degli amici dello Shout o tra i vari gruppi nati per sostenere le vittime del terremoto si incontrano proposte ''singolari''. Qualcuno dice di devolvere il montepremi del superenalotto, altri di tagliare lo stipendio dei politici e c'è anche chi vorrebbe la chiusura di tutti i reality e l'utilizzo dei premi finali per le ricostruzioni e gli aiuti in Abruzzo. Ci riempiamo la bocca di consigli da dare agli altri. Pretendiamo di decidere cosa dovrebbero fare con i loro soldi. Ma quanto stiamo effettivamente facendo noi, nel nostro piccolo? Consapevoli di non poter fare donazioni di miliardi di €, proviamo ad impegnarci per quel che possiamo. A questo proposito, lanciamo un'iniziativa (perchè forse anche noi vogliamo dirvi come spendere il vostro stipendio?). Domenica sarà Pasqua ed in quasi tutte le famiglie verrano comprate uova di cioccolata. L'idea è semplice: donare la cifra che spendereste per la cioccolata.

Abruzzo: 06 aprile 2009

Sono le 3:32 del mattino e la terra trema in tutto il Centro Italia. L'Abruzzo diventa un cumulo di macerie: oltre 150 vittime, 250 scomparsi e 75 mila sfollati. Una scossa di 5,8 gradi Richter mette in ginocchio la popolazione dell'Aquila e dei paesi limitrofi. L'emergenza continua e noi dello Shout vogliamo dar voce a tutti coloro i quali volessero intervenire, tramite facebook dove troverete un gruppo creato appositamente per voi (http://www.facebook.com/group.php?gid=74612211709#/group.php?gid=74612211709&ref=mf) o via sms al numero 348 4907285.
Lo SHOUT ti dà voce.
Lo Staff.

giovedì 2 aprile 2009

Ready Steady Rock! presenta Sunshine Underground


Questa settimana andiamo a Leeds e facciamo in giro in pista da ballo con The Sunshine Underground: già dal nome si capisce la matrice di ispirazione dance, infatti è ispirato al titolo di una canzone dei Chemical Brothers. I 4 ragazzi che fanno parte dei Sunshine Underground si conoscono all'università e decidono appunto di formare la band intorno al 2004. Dopo un periodo di concerti che li fa notare, nel 2006 esce la loro prima opera dal titolo Raise the Alarm che raggiunge un dignitoso successo di vendite in Gran Bretagna.
Il richiamo a livello musicale va subito ai Klaxons e The Rapture in quelle sonorità ribattezzate new rave; i ritmi sono ballabili e la voce del cantante sembra a tratti quella di un dj che incita la folla. Dopo i primi singoli che hanno preceduto il disco che hanno entusiasmato i più, ci si sarebbe aspettato un lavoro di livello superiore, ma alcuni pezzi deludono lasciando un po' l'amaro in bocca.
The Sunshine Underground si sono fatti sentire di recente con un singolo e si attende che esca il loro prossimo disco, sul quale non ci sono informazioni precise a riguardo.
Sergio

lunedì 30 marzo 2009

I rampanti anni '80

La donna cannone di De Gregori prende il volo per inseguire il suo grande amore. Una fuga che si risolverà nella morte, rappresentata allegoricamente dal cielo ''nero nero''. Mia Martini, una delle voci più intense della musica italiana, incarna l'immagine della donna, che pur di sfuggire ai pregiudizi, sceglie la morte. La cantante (vero nome Domenica Bertè) inizia la sua carriera nel 1963. Questa ed ancor più la sua esistenza furono profondamente segnate dalle maldicenze di alcuni personaggi dello spettacolo, che la emarginarono e la costrinsero ad un ritiro dalle scene verso la metà degli anni '80. Ma la sua timbrica un po' roca a vocazione blues la riporta alla ribalta, nel 1989, con il brano Almeno tu nell'universo. In realtà, il pezzo prende vita nel 1972 e più precisamente nella stessa settimana, in cui viene scritta anche Piccolo uomo (interpretata anch'essa dall'artista calabrese), ma viene accantonato. Sarà rispolverato proprio nel 1989, in occasione del Festival di Sanremo. La canzone vuole essere una lettera d'amore, indirizzata ad un destinatario non specificato, ma evidenzia alcuni degli aspetti negativi della società contemporanea: l'ipocrisia, l'incoerenza e se vogliamo anche la fragilità, che porta la gente a seguire ciecamente le mode, a cambiare improvvisamente idea tra odio ed amore, verità e bugie. Il solo a distinguersi dalla massa sarebbe proprio il destinatario, che si presenta come un punto di riferimento, l'unico nell'universo, il migliore. La canzone, scritta da B. Lauzi e M. Fabrizio, fu proposta inizialmente a Mietta, la quale rifiutò per permettere il grande ritorno di Mia Martini sulle scene. Nel 1995, pochi mesi dopo la scomparsa per un arresto cardiaco legato al consumo di stupefacenti, Mina ha reso omaggio alla cantante con una cover di Almeno tu nell'universo, riportata nuovamente al successo nel 2003 dalla cantautrice Elisa. Proprio quest'ultima cover è la colonna sonora del film Ricordati di me di Gabriele Muccino.
Nelle ultime settimane, abbiamo rincorso l'amore, combattuto i pregiudizi e la mediocrità, attraverso la voce o il racconto di una donna. Abbiamo cercato un punto di riferimento stabile, un centro di gravità permanente, un sole. Dove ci porteranno gli anni '80 la prossima volta? Scopritelo allo Shout.
Giulia.