Anche questa volta ci ritroviamo a parlare di un gruppo, che rientra tra i protagonisti del synthpop d'origine. Ma abbandoniamo l'Inghilterra per andare ad esplorare la scena musicale tedesca. Nel 1983 nascono gli Alphaville, i quali inizialmente si fanno chiamare Forever Young (sarà il titolo di uno dei loro maggiori successi). Il loro singolo di debutto risale al 1984 ed è Big in Japan (la traccia è contenuta nell'album Forever young, che uscirà nello stesso anno). Qualche curiosità: numerose sono state le cover di Forever Young, ma tra le tante vogliamo ricordare quella di Laura Branigan del 1985 ed una più recente del 2006 ad opera degli Youth Group. Il pezzo raggiungerà il primo posto in classifica, grazie alla serie The O. C. Giulia.
In questo appuntamento si parla dei Constantines, gruppo di Toronto nato nel 1999. Bisogno aspettare un paio d'anni perchè arrivi il loro primo disco omonimo, il quale viene distribuito solo in Canada, ma questo non fa mancare al gruppo un certo successo soprattutto all'interno delle radio dei campus universitari. Il loro primo disco venduto al di fuori dei confini nazionali è il secondo che esce nel 2003 intitolato Shine a Light: fin qui si fanno sentire chiare le influenze dovute al punk colto dei Clash o Fugazi, ma anche il richiamo alle atmosfere cupe tipiche di Nick Cave. Dopo questo disco, comincia un proficuo periodo di tour condiviso con altre band canadesi che dura fino all'uscita del nuovo album nel 2005 dal titolo Tournament of Hearts. Dopo questo disco arriva il cambio di casa discografica che porta alla pubblicazione di diversi singoli ed EP che fanno da apripista al loro quarto album uscito nel 2008 dal titolo Kensington Heights: in quest'ultimo lavoro si può sentire come i Constantines siano più orientati verso il modello delle ballate rock, piuttosto che l'aggressività del punk; in parole povere, meno Clash più Springsteen. Questo incrocio che sembra quasi impossibile tra il rock classico e il punk, in realtà si rivela una formula abbastanza riuscita che i nostri Constantines riescono a gestire con personalità e successo. Alla prossima Sergio
Sottogenere della New Wave, caratterizzato dall'uso di sintetizzatori (come suggerisce il nome stesso), il synth pop ha portato al successo numerose band, soprattutto britanniche, all'inizio degli anni '80. Abbiamo già parlato dei Depeche Mode, ma tra i primissimi gruppi troviamo anche i Soft Cell. Il duo britannico inizia a comporre canzoni in cui si parla di amore, della vita, ma non mancano soggetti ''estremi'', quali il sesso, le droghe, l'omocidio ed il travestitismo. Il loro pezzo più famoso è Tainted Love, cover di un successo di Gloria Jones. Giulia.
Questa settimana si parla dei Silversun Pickups band che si forma nel 2003 a Los Angeles, con i quattro elementi che si conoscevano grazie a precedenti esperienze con altre band con le quali si avevano collaborato. Dopo una serie di EP nel 2006 esce il loro primo disco dal titolo Carnavas, dal quale vengono estratti 4 singoli di successo, due dei quali vanno a finire nella Top 10 americana. In Italia questo disco non viene distribuito, ma varie riviste di settore lo citeranno come uno dei migliori dischi dell'anno; le influenze principali sono date dai My Bloody Valentine, ma soprattutto dagli Smashing Pumpkins. A febbraio del 2009 esce il secondo disco dal titolo Swoon, che conferma quanto era già stato fatto sentire nel disco precedente: ritmi tendenti al neo-grunge del gruppo di Corgan, caratterizzati dalle chitarre che anche nei momenti più ruvidi, mantengono quell'orecchiabilità che attira subito l'attenzione dell'ascoltatore, e linee vocali morbide del cantante si accompagnano perfettamente con la musica. Un'ottima band, tra le più interessanti in circolazione, che ha il merito di aver fatto risorgere un genere musicale che sembrava fine a se stesso. A settimana prossima.
Se i Cure sono stati definiti da molti (erroneamente) un gruppo goth, è il caso di parlare di una band britannica, che senza alcun dubbio ha ricercato atmosfere gothic negli anni '80, nonostante abbia trovato il successo con il synthpop e l'elettronica. Parliamo dei Depeche Mode. Il gruppo è noto a tutti per il brano Enjoy the silence, ma torniamo indietro di esattamente 9 anni all'inizio della loro carriera discografica. Speak and Spell è il loro primo album e non si può non parlare di uno dei singoli di maggior successo: Just can't get enough. Il pezzo spopola nei club e nelle discoteche con un sound tipicamente disco. Qualche curiosità: il 17 aprile 2009 è uscito in Italia il loro ultimo disco Sound of the Universe. Il 16 e 18 giugno saranno a Roma e Milano con il loro Tour of the Universe.
Questa settimana parliamo del duo formato da Brandon Summers e Benjamin Weikel (ex Modest Mouse) che va sotto il nome The Helio Sequence. Il gruppo di base a Portland viene formato nel 1999 e nei successivi due anni arrivano i primi due dischi: Com Plex e Young Effectuals. in questi prime prove si sente una sorta di incrocio tra l'indie rock e la musica elettronica, dato dall'ampio uso di tastiere e sintetizzatori che con mezzi diversi, crea il muro sonoro tipico dello shoegaze dei My Bloody Valentine. Non mancano i richiami al passato con accenni psichedelici che ci ricordano i Pink Floyd.
Nel 2004 esce il loro terzo album dal titolo Love and Distance che segna un certo cambiamento nel loro stile, visto che le soluzioni elettroniche vengono usate con più cautela rispetto al passato ottenendo un effetto molto più tendente al rock. L'anno successivo, il cantante Summers è costretto ad una sosta forzata in quanto gli viene sconsigliato di continuare a cantare per un po' visto che rischia di perdere la voce; questa pausa va ad influenzare la musica degli HS che sembrano riscoprire il folk e Bob Dylan. Così quando nel 2008 esce il loro quarto lavoro dal titolo Keep Your Eyes Ahead si nota questa influenza e soprattutto una maggiore attenzione alla melodia. The Helio Sequence hanno avuto una carriera molto complessa con continui cambiamenti di stile e svariati richiami al passato, il tutto rielaborato in modo personale e spesso regalando spunti pregevoli. Alla prossima Sergio.
Appuntamento doppio con la rubrica musicale per recuperare ciò che era rimasto indietro. Si comincia con Alamo Race Track, band di Amsterdam nata nel 2002 dalle ceneri dei Redivider; a settembre del 2003 esce il loro primo disco dal titolo Birds at Home che li porta ad un discreto successo commerciale in patria, UK e Stati Uniti, ma sopratutto in Francia dove gli Alamo contano il maggior numero di sostenitori. Nel 2006 esce il loro secondo, e per ora ultimo, disco dal titolo Black Cat John Brown, che ha avuto un inaspettato successo di vendite grazie ad un video girato dalla band e caricato su YouTube. Il loro stile è un incrocio tra le melodie degli anni '60, i Radiohead e l'indie rock degli Strokes.
Lasciata l'Olanda, ci trasferiamo negli USA con gli All the Saints, terzetto nato in Alabama nel 2004 quando decidono di trasferirsi ad Atlanta. Dopo una serie di concerti nei club cittadini , riescono ad ottenere un contratto che li porta in studio nel 2007; l'anno successivo esce il loro album dal titolo Fire on Corridor X. Il loro stile si contraddistingue per le chitarre distorte che creano un muro sonoro che ricordo i bei tempi dello shoegaze con band come Jesus and Mary Chain o i più recenti BRMC.
Questa settimana andiamo a Leeds e facciamo in giro in pista da ballo con The Sunshine Underground: già dal nome si capisce la matrice di ispirazione dance, infatti è ispirato al titolo di una canzone dei Chemical Brothers. I 4 ragazzi che fanno parte dei Sunshine Underground si conoscono all'università e decidono appunto di formare la band intorno al 2004. Dopo un periodo di concerti che li fa notare, nel 2006 esce la loro prima opera dal titolo Raise the Alarm che raggiunge un dignitoso successo di vendite in Gran Bretagna. Il richiamo a livello musicale va subito ai Klaxons e The Rapture in quelle sonorità ribattezzate new rave; i ritmi sono ballabili e la voce del cantante sembra a tratti quella di un dj che incita la folla. Dopo i primi singoli che hanno preceduto il disco che hanno entusiasmato i più, ci si sarebbe aspettato un lavoro di livello superiore, ma alcuni pezzi deludono lasciando un po' l'amaro in bocca. The Sunshine Underground si sono fatti sentire di recente con un singolo e si attende che esca il loro prossimo disco, sul quale non ci sono informazioni precise a riguardo. Sergio
La donna cannone di De Gregori prende il volo per inseguire il suo grande amore. Una fuga che si risolverà nella morte, rappresentata allegoricamente dal cielo ''nero nero''. Mia Martini, una delle voci più intense della musica italiana, incarna l'immagine della donna, che pur di sfuggire ai pregiudizi, sceglie la morte. La cantante (vero nome Domenica Bertè) inizia la sua carriera nel 1963. Questa ed ancor più la sua esistenza furono profondamente segnate dalle maldicenze di alcuni personaggi dello spettacolo, che la emarginarono e la costrinsero ad un ritiro dalle scene verso la metà degli anni '80. Ma la sua timbrica un po' roca a vocazione blues la riporta alla ribalta, nel 1989, con il brano Almeno tu nell'universo. In realtà, il pezzo prende vita nel 1972 e più precisamente nella stessa settimana, in cui viene scritta anche Piccolo uomo (interpretata anch'essa dall'artista calabrese), ma viene accantonato. Sarà rispolverato proprio nel 1989, in occasione del Festival di Sanremo. La canzone vuole essere una lettera d'amore, indirizzata ad un destinatario non specificato, ma evidenzia alcuni degli aspetti negativi della società contemporanea: l'ipocrisia, l'incoerenza e se vogliamo anche la fragilità, che porta la gente a seguire ciecamente le mode, a cambiare improvvisamente idea tra odio ed amore, verità e bugie. Il solo a distinguersi dalla massa sarebbe proprio il destinatario, che si presenta come un punto di riferimento, l'unico nell'universo, il migliore. La canzone, scritta da B. Lauzi e M. Fabrizio, fu proposta inizialmente a Mietta, la quale rifiutò per permettere il grande ritorno di Mia Martini sulle scene. Nel 1995, pochi mesi dopo la scomparsa per un arresto cardiaco legato al consumo di stupefacenti, Mina ha reso omaggio alla cantante con una cover di Almeno tu nell'universo, riportata nuovamente al successo nel 2003 dalla cantautrice Elisa. Proprio quest'ultima cover è la colonna sonora del film Ricordati di me di Gabriele Muccino.
Nelle ultime settimane, abbiamo rincorso l'amore, combattuto i pregiudizi e la mediocrità, attraverso la voce o il racconto di una donna. Abbiamo cercato un punto di riferimento stabile, un centro di gravità permanente, un sole. Dove ci porteranno gli anni '80 la prossima volta? Scopritelo allo Shout.
Questa volta il gruppo in questione è quello dei canadesi Wolf Parade, che nasce a Montreal nel 2003 quando a Spencer Krug, ex Frog Eyes, viene offerto un concerto di apertura per i concittadini Arcade Fire. Krug decide così mettere su un gruppo in tre settimane, un trio che prova solo il giorno di prima di quel concerto. Mentre il gruppo si allarga a 5 elementi, nel 2005 arriva il contratto discografico e in quella stessa estate esce il primo disco Apologies to the Mary Queen che viene prodotto da Dan Brock, cantante dei Modest Mouse, risultando in una grande influenza in questo disco d'esordio dallo stile assolutamente vario, dove si alternano canzoni abbastanza movimentante in stile Pixies ai toni più cupi tipici della new wave anni '80. Questo primo lavoro viene visto come la rivelazione dell'anno e uno dei migliori dischi in assoluto nel settore. Dopo essersi dedicati a diversi progetti in contemporanea, i Wolf Parade tornano nel 2008 con At the Mount Zoomer: un disco molto più focalizzato e uniforme, con le tastiere a farla da padrona; la lunga pausa tra un disco e l'altro, è stata voluta dal gruppo proprio per cercare di fare qualcosa che si differenzi dall'esordio in maniera sostanziale. Un lavoro sicuramente più pensato meglio e più completo, ma forse proprio per questo manca della genialità del primo. Ora aspettiamo con trepidazione i WP con un nuovo lavoro. Sergio.
Si torna al rock in stile Bob Dylan e Leonard Cohen, sebbene non manchino le sonorità melodiche e della musica popolare, con un grande cantautore italiano. Definito addirittura il ''Principe'', parliamo di Francesco De Gregori e lo facciamo proponendo uno dei brani più famosi nella storia della musica italiana: La donna cannone (tratto dall'omonimo album del 1983). Il cantautore romano si rivela un poeta a tutti gli effetti. I suoi testi presentano un ampio uso della metafora e l'interpretazione non è sempre del tutto immediata. Ma proprio la sua vena ermetica a tratti incomprensibile farà la differenza. Non mancano riferimenti all'attualità ed alla storia. Del resto, De Gregori viene considerato un'artista ''impegnato'' sul piano sociale e politico. Ma torniamo alla scelta del brano. La donna cannone si ispira ad un articolo di cronaca, che racconta la crisi di un circo, ormai orfano della sua più grande attrazione, fuggita via per inseguire il suo grande amore. L'artista si serve di una ballata pianistica, per raccontare questa storia d'amore. E' la stessa donna cannone a prendere la parola. Ci parla in prima persona. Si spoglia delle sue vesti circensi. Si libera dallo stereotipo di ''fenomeno da baraccone'' e vola via, al di là del tendone azzurro del circo. Insegue il suo smisurato desiderio d'amore, la voglia di vivere una vita normale, non più segnata dalla diversità e dall'emarginazione. Non avrà più paura di non esser bella. Si riscatterà, facendo brillare il suo nome ''in faccia ai maligni ed ai superbi''. De Gregori più che una canzone, dipinge con le parole un quadro. L'azzurro, l'oro e l'argento richiamano i costumi appariscenti degli acrobati e tingono quel mondo effimero ed illusorio, che si contrappone con forza al cielo nero, che attende il volo più rischioso e vertiginoso di questa donna. Si sentono in lontananza gli applausi di un pubblico ''pagante'', che vive delle emozioni e sofferenze altrui. Ma l'essere umano, che prende coscienza della propria condizione e che lotta per la sua affermazione e riscatto sociale, smette di darsi in pasto alla folla e ''butta'' il suo enorme cuore tra le stelle. Si ripromette intimamente di farlo. Il mistero vola via pronto a vivere la sua vita consapevolmente ''in carne ed ossa'', senza più tornare nel buio alienante di una prigione.
Molteplici sono i richiami filosofico-letterari, che questo testo propone, ma lasciamo alla sensibilità o all'immaginazione dell'ascoltatore la possibilità di interpretare a suo modo le parole. Non mancate al prossimo appuntamento dello Shout con gli anni '80.
Vasco Rossi ci ha fatto assaporare un po' del rock anni '80, quello trasgressivo e provocatorio, ma lo Shout non si accontenta e va ad esplorare un mondo musicale ricco di contaminazioni. Si spazia dal rock trasgressivo alla musica etnica, musica leggera ed avanguardia colta e talvolta si arriva all'opera lirica. Parliamo di uno dei più grandi cantautori italiani: Franco Battiato, personalità fra le più eclettiche. Nel 1981, esce l'album La voce del padrone, che scala velocemente le classifiche e supera il milione di copie vendute, rimanendo al primo posto per diciotto settimane. Alcuni critici sostengono che il successo commerciale sia stato voluto e cercato dall'artista a tal punto da utilizzare le sue doti musicali per realizzare un disco ad hoc, che conquistasse il grande pubblico. Proprio da questo album abbiamo scelto il brano Centro di gravità permanente, uno dei tanti entrati a pieno diritto nella storia della musica italiana e non solo, insieme a Cuccurucucu e Bandiera bianca (facenti parte dello stesso disco), Voglio vederti danzare, Radio Varsavia e molti altri ancora. Nella musica di Battiato si ritrova una profonda e costante ricerca di spiritualità, riscontrabile anche nei testi, nei quali si riflettono i suoi interessi per l'esoterismo, la filosofia e la meditazione orientale. Qualche curiosità: Battiato è un sostenitore del vegetarismo e la canzone Sarcofagia testimonia proprio una forte presa di posizione a favore di questa ''filosofia'' e delle sue ragioni etiche. Nel 1990, si cimenta nella pittura, firmando le sue opere con lo pseudonimo Suphan Barzani. Dall'inizio della sua carriera, si è servito di diversi pseudonimi anche in ambito musicale. A lui è stato dedicato un asteroide e più precisamente il 18555 Battiato, scoperto nel 1997. Nella canzone Bandiera Bianca dell'album La voce del Padrone (di cui abbiamo già parlato brevemente), viene mossa una critica ad Alan Sorrenti ed al suo passaggio dalla ricerca musicale sperimentale ad un genere più commerciale (viene preso come esempio il brano Figli delle Stelle). Battiato a questo proposito inserisce nel testo della canzone la seguente frase: ''Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro''. Caso vuole che lo stesso artista siciliano verrà poi tacciato dalla critica e non solo di essersi ''venduto'' al grande pubblico. ''Cerco un centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose, sulla gente'' ... Lasciate che lo Shout sia il vostro centro di gravità permanente. Gli anni '80 vi aspettano come sempre con il prossimo brano. Giulia.
Quale voce maschile può meglio rappresentare il rock anni '80 in Italia, se non quella del provoca(u)tore Vasco Rossi? Il suo primo 45 giri è del 1977, ma raggiunge l'apice del successo con la partecipazione al Festival di Sanremo, che comporterà un cambiamento radicale della sua carriera. Il festival non appartiene certo all'orizzonte artistico del rocker, ma è comunque una buona occasione per mostrarsi, sebbene i fan non la pensino allo stesso modo.
Ma veniamo al brano di cui vogliamo parlare. Nel 1983, Vasco si ripresenta sul palco dell'Ariston con la canzone Vita Spericolata, la quale diventerà uno dei classici della musica italiana e schizza al sesto posto nella classifica dei 45 giri. Entra in finale, ma sarà penultima nella graduatoria del Festival. Vasco è ormai un idolo,va al massimo e conduce a tutti gli effetti la vita spericolata di cui parla nella sua canzone, ma allo stesso tempo diventa farmaco-dipendente e più volte ha a che fare con la giustizia per possesso di cocaina. Tuttavia ciò non impedisce al rocker tosco-emiliano di continuare la sua carriera sull'onda del successo e va detto che Blasco (chiamato così dai fan) è ancora il protagonista indiscusso della scena musicale italiana.
Qualche curiosità come sempre: a 13 anni vince l'Usignolo d'oro, una manifestazione canora, nata per contrastare quella più conosciuta dello Zecchino d'oro. Vive una relazione sentimentale molto tormentata con una convinta femminista, che lo porterà ad avere posizioni sempre più maschiliste. Nella canzone Gioca con me, alle chitarre troviamo Slash, storico chitarrista dei Guns 'N Roses. Nel 2008, è stato nominato cittadino onorario della città di Genova. Ottiene anche una laurea ''honoris causa'' in Scienze della Comunicazione, nel 2005, dallo Iulm di Milano. Il brano Vita Spericolata lo ritroviamo anche nel film Acqua e Sapone del 1983, per la regia di Carlo Verdone. La colonna sonora verrà curata dagli Stadio e da Vasco, il quale collaborerà alla stesura del testo di Acqua e sapone, canzone di chiusura del film. Concludiamo questa breve presentazione di Vasco Rossi come stella nascente degli anni '80 proprio riportando un frammento del suo discorso di laurea: ''La musica è una grande forma di comunicazione. Se poi ci aggiungi le parole puoi facilmente arrivare al cuore. Ma le parole devono essere poche e perfette. Oneste e sincere. Secondo me le minime indispensabili.'' Lo Shout vi rinnova l'appuntamento con gli 80's al prossimo giovedì.
Questa settimana ci occupiamo dei Queens of the Stone Age, che nascono nel 1996 A Palme Desert in California dalle cenere dei Kyuss, gruppo che si scioglie dopo ben 5 album. Josh Homme va a formare i QOTSA insieme Hernandez (altro elemento del precedente gruppo), pubblicando nel 1998 il primo disco omonimo: Homme suona in pratica tutti gli strumenti, tranne la batteria. A distanza di due anni esce il secondo album dal titolo Rated R, che vede l'ingresso nella band di un altro elemento dei Kyuss, il bassista Nick Oliveri: e proprio grazie a lui sembra che le ottime premesse del primo album comincino a prendere corpo; ma il meglio arriva con il loro terzo album che esce nel 2002, Songs for the Deaf, il quale viene generalmente considerato il loro capolavoro: qui si aggiunge Mark Lanegan, ex Screaming Trees, e alla batteria c'è Dave Grohl, cantante dei Foo Fighters ed ex batterista dei Nirvana: a detta di tutti, non si è mai esibito in maniera così convincente con questo strumento (con buona pace dei fan del gruppo di Seattle). L'album non solo si rivela perfettamente riuscito a livello qualitativo, ma grazie alla particolare attenzione alle linee melodiche riesce a diventare un ottimo successo commerciale. Quando tutto sembra andare per il meglio, cominciano i problemi: Oliveri viene allontanato dalla band, Grohl torna ai Foo Fighters e Homme sembra concentrato più su altri progetti. Nel 2005 i QOTSA tornano con il loro quarto lavoro dal titolo Lullabies to Paralyze: un disco che si concentra molto di più sulla ricerca di toni tranquilli, anche per aperta volontà di Homme che non vuole ripetere ciò che ci aveva fatto sentire nel precedente lavoro. E proprio il suo illustre predecessore è il problema di questo disco, il quale viene schiacciato dalla presenza ingombrante di quello che viene considerato uno dei dischi migliori degli ultimi 10 anni, sebbene il disco in sé non demeriti affatto. Nel 2007 esce la quinta e ultima opera Era Vulgaris: ottimo lavoro anche qui, ma sembra ormai i QOTSA si limitino a svolgere il compitino, perché nonostante questo disco abbia il suo indubbio valore, sappiamo che la band californiana può fare di meglio. Ciò che contraddistingue i QOTSA è la secchezza dei riff di chitarra tipici del desert rock; i loro dischi sembrano dei viaggi nei quali ci si lascia trasportare dalle loro chitarre sferraglianti o dalle ballate più tranquille e coinvolgenti. Uno dei gruppi migliori in circolazione, non lasciateveli scappare. Alla prossima Sergio.
Le ultime settimane hanno visto protagoniste della rubrica anni '80 alcune tra le più note voci femminili. Abbiamo parlato di italo-disco e di pop ed ora non possiamo far altro che parlare di rock.
Nel 1984, esce in Italia il sesto disco, nonchè la consacrazione, di una giovane cantautrice toscana. Di chi stiamo parlando? Ovviamente, di Gianna Nannini e del suo album Puzzle, il quale resiste per ben sei mesi fra i primi dieci album più venduti della hit-parade. Ma come se non bastasse, il disco conquista anche i primi posti delle chart in Germania, Austria e Svizzera. Fotoromanza è il brano trainante e di grande presa presso il pubblico televisivo e radiofonico. Si parla di grandi amori soffocanti come camere a gas o scioccanti come finte sul ring. Una miscela di melodia, hard rock ed elettronica, che ha portato la critica ad accusare la cantante di una sorta di tradimento delle sue origini rock, per la banalità e commercialità del pezzo. Ad aiutare l'ascesa ed il successo gioca un ruolo importante anche il videoclip, che vede la regia di un mostro del cinema italiano, Michelangelo Antonioni, il quale riproduce con precisione le immagini descritte nei versi della canzone. Il brano porterà la Nannini alla vittoria del Festivalbar, di Vota la voce e di un Telegatto d'oro (per il miglior testo dell'anno). Se la sera non esci, ti prepari un panino mentre senti lo Shout anche tu? ... Questo amore è una camera a gas, è un palazzo che brucia in città, questo amore è una lama sottile, è una scena al rallentatore ... Gli anni '80 vi aspettano come sempre sulle frequenze dello Shout!
Le canzoni impegnate degli anni '70 lasciano il posto a brani meno politici e più irriverenti. La musica melodica continua a raccogliere consensi. Esplode il fenomeno della musica pop e si inizia a far largo uso di basi elettroniche. Come abbiamo visto, inizia anche la grande produzione di musica dance, che verrà definita italo-disco. Questa è l'Italia degli anni '80 e la sua musica. E noi è qui che restiamo, perchè le cose da scoprire sono ancora molte. Lasciamo definitivamente alle nostre spalle la italo-disco. Continuiamo a dar voce al mondo femminile, con una cantante, che non vede certo il suo esordio in questi anni. Parliamo di Nada Malanima, meglio conosciuta come Nada. La sua carriera come cantante e cantautrice inizia nel 1969. Chi non ricorda Ma che freddo fa o Il cuore è uno zingaro? Ma noi vogliamo parlare degli anni '80. Nel 1983, il pulcino di Gabbro, così viene definita per la giovanissima età in cui iniziò a cantare, passa alla EMI ed esce l'album Smalto. Il brano trainante è il racconto di un ... Amore Disperato, che diventa immediatamente uno dei maggiori successi, rimanendo per molte settimane ai primi posti della hit-parade. Ma tutto questo non basta e dunque arrivano anche le vittorie al Festivalbar, Azzurro e Vota la voce (dove sarà premiata come migliore cantante donna dell'anno). Qualche curiosità: nel 1998, i Super B eseguono una cover di Amore Disperato, che avrà un discreto successo radiofonico (http://www.youtube.com/watch?v=VIeKIlN5ElA). Ricordate la scena finale di Mio fratello è figlio unico? Il film di Daniele Lucchetti si chiude proprio tra il rumore delle onde e sulle note di Amore Disperato.
Insomma, chi non ha mai provato quella sensazione stranissima ed inspiegabile di struggente inquietudine, di trepidazione, che accompagna il desiderio di rivedere e rincontrare ''l'amore'' malinconicamente, ma serenamente disperato? A tutti i romantici o nostalgici dello Shout. A giovedì prossimo. Giulia.
Questa settimana la nostra rubrica musicale ci porta a Toronto, dove fare la conoscenza con i Born Ruffians, gruppo nel 2004. E proprio nella città canadese cominciano a farsi conoscere attraverso esibizioni dal vivo, ma è soprattutto grazie all'interesse suscitato tramite internet che fa loro attirare le attenzioni delle case discografiche e in particolare l'inglese Warp Records che li mette sotto contratto. Nel 2006 esce il primo EP omonimo che li porta ad avere un certo successo nelle radio canadesi; nel 2008 esce il primo disco completo dal titolo Red, Yellow & Blue: i richiami sono ai Pixies, Clap Your Hands e i Modest Mouse in particolare. La loro musica dà un senso di freschezza e semplicità, dove i pezzi sono caratterizzati dal cantato veloce (a volte poco comprensibile) e dalla musica vorticosa che si lanciano in picchi spesso volutamente irrisolti. Buona la prima, ora aspettiamo per vedere cosa ci riservano in futuro i Born Ruffians. A giovedì prossimo, Sergio
Indossate il vostro bikini più sexy, perchè questa settimana si va in piscina a caccia di ''boys''. Con chi? Ovviamente, con la formosa Sabrina Salerno, sex symbol ed icona degli anni '80, che di certo non passa inosservata con quel suo costumino bianco in equilibrio precario. Ma andiamo con ordine. Nelle precedenti settimane, ci siamo interessati al fenomeno della italo-disco ed abbiamo voluto ricordare alcuni tra i maggiori cantanti, che hanno contribuito alla diffusione di questo genere in tutto il mondo. Ora, la italo-disco si tinge di rosa. La cantante, showgirl ed attrice italiana, fra il 1986 ed il 1987, pubblica l'album d'esordio, ''Sabrina'', che contiene numerose cover e brani nuovi, che diventeranno grandi successi internazionali. Boys (Summertime Love) rientra proprio tra questi e conquista addirittura la terza posizione, nella classifica inglese. Come già detto, le sue canzoni sono in puro stile italo-disco, ma sempre accompagnate da maliziosi video, che esaltano le sue forme mediterranee. Del resto, stiamo parlando di Miss Lido e Miss Liguria, non di una ragazza qualsiasi! Negli ultimi anni, ha partecipato anche lei (come Marton ed altri) a programmi radiofonici dedicati ai nostalgici degli anni '80, ma non ha smesso di cantare. Anzi, torna in scena con un doppio cd (un'antologia dei suoi sucessi e brani inediti). Ma l'ultima apparizione in tv a quando risale? I fans più sfegatati l'avranno riconosciuta, nella casa del Grande Fratello, ancora incredibilmente sexy. Giulia.
Questa settimana si parla dei Forward Russia!, nascono a Leeds nel 2004 dopo che il cantante Tom Woodhead e il bassista Rob Canning decidono di staccarsi dai Black Helicopters e così formano il loro nuovo gruppo. Per quasi due anni i Forward Russia! pubblicano solo demo che fanno gridare al miracolo da parte della stampa britannica di settore; il primo disco Give Me a Wall esce nel 2006: in pratica è la raccolta di tutte le demo fatte uscire finora e i richiami sono al post-punk anni 80 (come per molti dei gruppi più recenti). Il loro secondo album intitolato Life Processes esce nel 2008: più maturo e compiuto dove si sente la consistenza di un lavoro pensato come un tutt'uno, vengono meno gli eccessi del primo disco e il gruppo si allontana dalle influenze post-punk creando delle atmosfere più riflessive. I tratti caratteristici dei FR sono la voce del cantante che alterna urli ad acuti che va ad accompagnarsi alla chitarra feroce creando un effetto energico e trascinante per chi ascolta. I FR hanno dimostrato di saperci fare e da loro ci si aspetta di più, ma purtroppo ad ottobre del 2008 hanno suonato insieme per l'ultima volta annunciando un periodo di pausa indeterminato. A giovedì prossimo, Sergio.
Il gruppo che vi propongo questa settimana è il duo americano Andrew VanWyngarde e Ben Goldwasser meglio conosciuti come MGMT. I due si sono conosciuti all'università nel 2002, dove passano il tempo a scambiarsi idee sulle loro preferenze musicali e da qui nasce l'idea di formare un gruppo: per circa tre anni si esibiscono come The Management, pubblicando anche un disco intitolato Climbing to New Lows dove la musica elettronica la fa da padrona. In questi anni vengono notati nell'ambiente musicale e dopo poco tempo vengono messi sotto contratto dalla Columbia e nel 2007 pubblicano il loro primo disco sotto la nuova ragione sociale (MGMT è solo un'abbreviazione di The Managment) dal titolo Oracular Spectacular. Il disco non raggiunge da subito le vette delle classifiche per quanto riguarda le vendite, ma con la spinta dei giornali di settori il pubblico comincia a scoprirli prima in Gran Bretagna e poi un po' in giro nel mondo. Le ispirazioni sono soprattutto alla musica anni 70 alternando la dance, al folk e alla psichedelia e richiamando alla mente i Flaming Lips, i capisaldi dell'electro-pop. Il disco non conquista al primo ascolto: bisogna riascoltarlo e lasciarlo maturare per poter capire che i due ragazzi del Connecticut sono riusciti a destreggiarsi al meglio in quello che potrebbe sembrare un guazzabuglio di richiamo alla disco, regalandoci spesso e volentieri delle perle di genialità. Curiosità: il disco Oracular Spectacular è uscito prima in formato digitale su internet e solo circa tre mesi dopo è approdato nei negozi musicali nei formati canonici. Sergio
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